06 Settembre

La sicurezza in mare non può far vacanza In evidenza

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Sant’Anastasia – E' stato nominato Delegato provinciale di Napoli della F.I.S.A. - Federazione Italiana Salvamento Acquatico (Società Italiana Salvamento) fondata in Ancona nel 1899, autorizzata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a poter organizzare corsi di formazione per l'attività di salvamento acquatico - il Maestro di Salvamento Ciro Gifuni.

Per l'anastasiano, fin da giovanissimo impegnato nel sociale e nella Protezione Civile locale, è un riconoscimento prestigioso, che premia l'intensa attività svolta e le progettualità realizzate a favore della sicurezza in mare.

L’obiettivo che la FISA si pone è quello di costruire una cultura della sicurezza in acqua, con una strategia nazionale di prevenzione degli annegamenti.

A tal proposito il Dott. Ciro Gifuni nel periodo marzo–giugno u.s ha proposto presso le scuole del territorio campano il progetto di sensibilizzazione denominato "Mare Dentro".

Il progetto ha previsto un percorso formativo rivolto ai soccorritori specializzati del settore nel soccorso in acqua, e alle scuole, Università ed associazioni di ogni genere per una corretta informazione e formazione sulla sicurezza in mare e dei bagnanti.

Migliorare, infatti, le capacità di nuoto dei bambini, dei ragazzi e adulti, garantire la sicurezza delle spiagge libere con sistemi di sorveglianza idonei, elaborare un adeguato sistema d’informazione al pubblico, sono solo alcuni strumenti che la FISA attua nel suo operato.

Il concetto della sicurezza in mare non deve e non può avere maggiore rilevanza solo nei periodi estivi quando la stagione balneare impone la frequentazione in massa della fascia costiera nazionale. Basti pensare che sui 5.400 Km. di lunghezza del litorale italiano, ogni estate tra giugno e settembre, si riversano oltre 350.000 persone per ogni km di litorale balneabile, vale a dire circa 2.900 persone al giorno su di un chilometro lineare.

In alcune aree del territorio nazionale – dice il dott. Ciro Gifuni - una serie di misure preventive ha agito in modo efficace migliorando la sicurezza in mare con una maggiore consapevolezza dei rischi, capacità natatorie dei bagnanti, cambiamenti delle abitudini e soprattutto l’educazione nelle scuole. Ma anche quest'anno, purtroppo, vi sono state tragedie in mare, varie accomunate da un unico denominatore: la mancata prevenzione. Tutti gli organismi sono chiamati a dare il proprio contributo nel settore della sicurezza e soccorso in mare rifiutando e contrastando energicamente la sottocultura del fatalismo. Si tratta evidentemente di un problema “culturale” che può essere arginato, con una capillare attività di prevenzione e previsione da parte delle Autorità competenti.

Si potrebbe pensare ad un Progetto Formativo Nazionale indetto dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca ai vari livelli, ambizioso ma realizzabile, dal quale potrà trarre beneficio l’intera collettività. Esso dovrebbe essere il frutto dell’esperienza maturata in anni di diretta collaborazione sul campo di coloro i quali ogni giorno sono chiamati a rispondere in modo adeguato in un settore specifico come quello “ acquatico” che mai prima d’ora necessita di maggiore professionalità. Costoro, i cd. “esperti ”, sono persone appassionate del loro lavoro, che credono veramente in quello che fanno, forniscono soluzioni e risposte, e sono i trascinatori dei quali hanno bisogno gli Enti dello Stato e di ogni Forza in campo, perché i fatti dimostrano che sono queste le persone in grado di motivare gli operatori e di far crescere i Corpi e la loro professionalità. L’auspicio è quello che le Amministrazioni si avvalgano di persone competenti e animati da spirito di abnegazione e passione, fornendo loro gli strumenti necessari a supporto dei progetti innovativi, come quelli attuati dalla FISA, di sensibilizzazione e di crescita aventi come unico obiettivo la sicurezza in mare”.

Giuseppe Piscopo - direttore

Letto 702 volte Ultima modifica il Mercoledì, 06 Settembre 2017 10:46
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