Peppe Piscopo

Peppe Piscopo

15 Dicembre

Natale ricco di eventi

Il sindaco: invito a spendere nel paese

Sant’Anastasia – Associazioni ed artisti locali, tra cui alcuni di successo internazionale sono state in prima linea per le festività natalizie, altri saluteranno il 2018, altri il nuovo 2019 con gli spettacoli e le attrazioni messe in cartellone dall'Amministrazione comunale, che con manifesti murali ha anche invitato i cittadini a spendere in paese.

Dopo l'apertura degli eventi con il concerto del cantante Ciro Perna che ha celebrato i 40 anni di carriera in piazza Arco, lo spettacolo nel CineTeatro Metropolitan "Le voci di Napoli", a cura del Lions Club e la presentazione del libro “I tammurrianti” presso la galleria GranStudio, si è continuato con la cerimonia del premio nazionale di poesia in sala consiliare, per arrivare in serata al Concerto di musica classica, tenuto dal M° Ritanna Maione, accompagnata da Lorenzo Marino e Maria Tufanesco nella chiesa ai Romani.

Sabato e domenica 16 la mattina sarà dedicata ai più piccoli con un mini Luna Park presso la chiesa ai Romani ed il Christmas Village in piazza Cattaneo e piazza Arco, a cura rispettivamente di Divertilandia, PAF Animation e LoveFor.

Il noto ed affermato attore comico Antonio Merone, riconosciuto artisticamente come un “degno figlio di Totò” da Liliana De Curtis e poi inserito, dalla Famiglia Taranto, a pieno titolo nel novero dei Figli ed Eredi artistici di Nino Taranto, mette in scena al Metropolitan il 20 e 21 alle 20,30 “La cantata dei pastori”, con 50 artisti, orchestra dal vivo, corpo di ballo, con la regia Antonino Laudicina. 

Il 22 dicembre dalle 10 del mattino in giro per il paese Divertilandia farà divertire i più piccoli giocando con babbo natale, mentre la sera dello stesso giorno il tenore Raffaele Beneduce presso la parrocchia Maria Santissima Immacolata terrà il suo “Natale in musica”. Ancora incontri con babbo Natale il 23 dicembre ed il luna Park il 26 dicembre in piazza Siano.

Grande attesa per il “Recital di canto” del 27 dicembre alle 20:00 tenuto dal tenore Raffaele Abete, accompagnato al piano dal maestro Pasquale Mosca e dalla voce recitante dell'attrice Rossella Celati, che allieterà la sala capitolare del santuario di Madonna dell’arco.

Il 30 dicembre in piazza Cattaneo mattinata al luna park di Divertilandia, di sera al centro anziani suoni e canti dell’autore Nello Fornaro ed alla parrocchia Sant’Antonio il concerto Christmas Harp di Carmela e Francesca Cardone.

Si chiude il cartellone il 3 gennaio, al Metropolitan, con lo spettacolo teatrale a cura di anime Shaun Win max dal titolo “Ci facciamo da Soli e non ne parliamo più”; il 5 con Epifania Day in piazza Cattaneo alle 10:00 e domenica 6 alle 19:30 presso il centro anziani con la serata musicale di Ciro Maiello. 

E' un Natale con il cuore, da passare assieme ai nostri cari, nel nostro paese con eventi organizzati fino al 3 gennaio 2019. Come ogni anno – dice il sindaco Lello Abete –abbiamo pensato di allietare questi Santi giorni con eventi culturali, rappresentazioni teatrali, concerti e sani momenti di divertimento per i nostri bambini”.

Il direttore - Giuseppe Piscopo

 

27 Dicembre

Il tenore Raffaele Abete in Recital di canto

Abete tenore, il M° Pasquale Mosca e l'attrice Rossella Celati

un trio eccezionale per un evento straordinario

Sant'Anastasia – Un imperdibile appuntamento è per questa sera alle 20,00 presso la Sala Capitolare del Santuario di Madonna dell'Arco, luogo ideale in cui ascoltare il “Recital di canto” del tenore Raffaele Abete, accompagnato al piano dal M° Pasquale Mosca e dalla voce narrante dell'attrice Rossella Celati.

Un tris di talenti anastasiani per uno spettacolo che si annuncia unico per gli omaggi all'opera di Bellini, Donizetti, Massenet, Puccini, Verdi; alla letteratura con la prima assoluta della trasfigurazione dell'aria tratta dal sonetto A Zacinto di U. Foscolo; a Napoli con la rivisitazione pianistica di I' te vurria vasà ed altre indimenticabili canzoni napoletane.

L'evento rientra tra quelli messi in programma dall'Amministrazione per le festività natalizie e la presenza nel suo paese natio del tenore Raffaele Abete, artista ormai affermatosi su palcoscenici internazionali, è segno dell'amore che nutre per la sua Sant'Anastasia.

Un suo desiderio, rivelatoci nel 2010, era interpretare il Duca di Mantova (Rigoletto) e l'ha realizzato con Opera Carolina, Opera Grand Rapids e Toledo Opera negli Stati Uniti, poi al Sesto Senso Opera Festival nel teatro grego antico di Taormina.

Vincitore e primo premio assoluto del premio Etta e Paolo Limiti 2018, secondo premio e premio del pubblico all'Ottavio Ziino 2018, premio lirico internazionale per giovani cantanti liirici, Raffaele Abete si distingue già nel 2010 nella trasmissione di Rai1 “Mettiamoci all’Opera”. Giovanissimo 25enne con la sua interpretazione di “E lucean le stelle” incanta e convince la giuria ad assegnargli la vittoria per la sua voce splendida e pulita, che dal “do” di petto arriva naturalmente fino al “fa sovracuto”.

Il tenore anastasiano, con il cattedratico M° Pasquale Tizzani, si diploma nel 2008 al conservatorio di Musica Domenico Cimarosa di Avellino con il massimo dei voti e la lode; si perfeziona poi con il soprano Lella Kuberli (texana) e nel 2015 debutta all'Arena di Verona come Ismaele nel Nabucco. Seguono una serie di affermazioni e anni di successi sui palchi di Bergamo e del Filarmonico di Verona, per poi cantare alla New York City Opera, all’Opera Grand Rapids (Michigan), alla Toledo Opera (Ohio), al Comunale di Bologna, al Festival Verdi di Busseto, al Sesto Senso Opera Festival a Taormina, a Chieti, a Copenaghen ed Istanbul.

I suoi prossimi impegni lo porteranno all'Arena di Verona con Alfredo ne La Traviata in occasione della stagione 2019 e, quale debutto, allo Staatsoper di Vienna nel ruolo di Pinkerton in Madama Butterfly.

Sarà una serata speciale per la presenza di artisti anastasiani e per il giovane talento lirico che si sta facendo strada per le sue grandi qualità in tutta Italia – dice il sindaco Lello Abete – e nel mondo, deliziando gli spettatori con interpretazioni superbe. Ringrazio il tenore Abete, il M° Mosca, l'attrice Celati e ringrazio il Priore per aver concesso la Sala Capitolare; invito tutti a partecipare a questo evento doverosamente atteso per accogliere degnamente il nostro tenore”.

Giuseppe Piscopo - Direttore 

20 Dicembre

NEL BORGO VIVE IL PRESEPE

VIGILIA DI NATALE AL CENTRO STORICO

Sant'Anastasia - Come avviene da 38 anni, alla Vigilia di Natale un intero storico borgo cittadino di Sant'Anastasia, il Borgo S. Antonio, diverrà Presepe Vivente. Una tradizione che si rinnova e la tipicità dei costumi e dei luoghi, delle musiche e dialoghi, ne fanno un evento atteso, apprezzato e replicato anche in altri comuni.

A Sant'Anastasia l'appuntamento è per le ore 20:00 del 24 dicembre ed un'ora dopo le trombe araldiche con i loro squilli ne annunciano l’inizio, girando nel quartiere e chiamando a raccolta figuranti e visitatori. Squillano le trombe anche per annunciare la scena finale in piazza, che accomuna moltissimi turisti, tra cui stranieri, e cittadini locali in visita alle diverse postazioni del Presepe presenti lungo le stradine del Borgo.

Il buio di ogni vicolo, di ogni portone, di ogni stradina con paglia sparsa a terra, sarà rotto qua e là da torce, come luci discrete e soffuse, perché ancora una volta gli abitanti del rione Sant'Antonio lasciano spazio al Presepe rinunciando all'illuminazione pubblica.

L'associazione che lo realizza, Iocundi, con la regia di Luigi De Simone, sarà impegnata a far rivivere la storia non solo della nascita del bambinello, ma anche quella dell'epoca vicina e lontana, con 130 e più figuranti, artisti vari e cittadini, in costumi caratteristici di elevata fattura e preziosità confezionati artigianalmente, dando vita a scene-esempio di cultura oltre che di religione.

Il Presepe vivente anastasiano nasce nel 1980. Rappresentato esclusivamente la notte di Natale, uno dei pochi casi in Italia, vuole essere il ricordo di quanto S. Francesco fece a Greccio nel 1223.

Così un borgo intero si veste da presepe e fa rivivere da un minimo di 12 ad un massimo di 18 eventi storici legati al mistero dell’incarnazione.

Episodi biblici che richiamano la sacralità del mistero (Profeti, Annunciazione, Sogno di Giuseppe, Visita a s. Elisabetta); scene di contestualizzazione romano giudaiche (Corte di Erode, Magi, Palestina); l’attualità della Natività, proposta con scene di vita quotidiana (mercato, osteria, lavandaie, pescatori...).

I figuranti, posizionati nelle singole scene animano l’azione che viene continuamente ripetuta; luci e suoni contribuiscono a rendere particolarmente emozionante la rappresentazione.

La Natività, scena finale a notte inoltrata, chiama tutti a raccolta davanti alla grotta, chiude l'evento ed è proposta in unica soluzione dopo la S. Messa, a ricordare l’aspetto teologico dell’Incarnazione

Negli anni il presepe vivente si è affermato a tal punto che si contano a decine i Comuni della Regione che chiedono la riproposizione nel loro territorio (Positano, Portici, Furore, Pomigliano d’Arco, Napoli, Casoria…..).

Al presepe anastasiano sono state dedicate nel 2016 due pubblicazioni: Il Presepe Vesuviano (di Dora Amato, ed. Pironti) e “Quanne nascette Ninno” di L. De Simone e S. Giordano (ed. Savarese).

Il Presepe vivente si fa teatro dell’animo, è un evento che assume valenza di trasmettere sicurezza perché favorisce l’essere comunità: da 38 anni, un evento magico si reifica con entusiasmo e con grande passione da parte di ognuno di noi. Quando iniziammo, negli anni ‘80, complici anche le nuove usanze importate da oltreoceano – dice il regista Luigi De Simone - la famiglia dimenticava il presepe: sentimmo che questo vuoto avrebbe potuto aprirci una strada e quale posto migliore del Borgo di Sant’Antonio, un dedalo di stradine ove è forte l’afflato francescano, i rumori attutiti e contenuti? Il convento francescano, che sovrasta l’abitato come a proteggerlo, avrebbe potuto fare da cornice alla nostra rappresentazione? Certo che si. Da allora, il nostro itinerario non si è più fermato, dando al Presepe sempre la giusta valenza”.

Il direttore - Giuseppe Piscopo 

 

 

 

 

 

14 Dicembre

POESIA, PREMIAZIONE IN SALA CONSILIARE

Sant’Anastasia – Un appuntamento pre-natalizio con la poesia e con la cultura è stato quello in programma sabato 15 dicembre alle ore 10:00 nell'Aula Consiliare per la cerimonia di premiazione del Concorso Nazionale di Poesia Città di Sant'Anastasia.

L'evento giunto alla XVI Edizione, patrocinato dall'Amministrazione, è stato organizzato dall'Associazione "IncontrArci – Circolo Letterario Anastasiano" di Giuseppe Vetromile, con la preziosa collaborazione di Operatori e Associazioni Culturali del territorio.

Il programma della cerimonia, dopo i saluti dell'ass.re alla cultura Carmen Aprea e della Presidente dell'Associazione IncontrArci Mariangela Spadaro, ha visto la presentazione della Giuria, composta da: Anna Bruno, Carlo Di Legge, Francesco Filia, Melania Panico, Raffaele Urraro e Vanina Zaccaria.

A seguire Giuseppe Vetromile ha presentato gli ospiti, i poeti premiati ed i vincitori dell'edizione 2018: Francesco Terracciano di Napoli, primo premio; Alessia Iuliano di Termoli, secondo premio, e Davide Rocco Colacrai di Arezzo, terzo premio. Il primo premio per la sezione Giovani Autori sarà conferito a Giuseppe Marrone di Massa Lubrense.

Il premio per la migliore poesia di un autore del territorio è stato assegnato a Giovanni Perri, di Napoli, mentre a Giuseppe Andrea Liberti di San Giorgio a Cremano il premio per la migliore poesia ispirata all'ambiente e territorio vesuviano.

Consegnato poi alla poetessa Stefania Di Lino di Roma il Premio Speciale "Memorial Natale Porritiello", offerto dalla famiglia per ricordare il compianto poeta e imprenditore anastasiano.

Sono stati, inoltre, consegnati Premi Speciali offerti: da Anna Bruno (Presidente del Premio Scriptura e dell'Associazione "l'Aurora Cultura") rispettivamente ad Alessandro Izzi di Gaeta e ad Antonio Di Lorenzo di Casagiove (Ce); da Annamaria Pianese e Mario Volpe (Associazione "I colori della poesia") a Ksenja Laginja di Roma; da Vanina Zaccaria (Fondazione Lermontov) alla giovane Allegra De Falco di Nola; da Vittoria Caso (Associazione "Clarae Musae") a Michele Piccolo di Sant'Anastasia; da Gennaro Guaccio (Associazione "I Ponti dell'Arte") al giovane Alfonso Petrellese di Casoria.

La giuria del concorso ha poi attribuito un premio per la Poesia Visiva (Fotografia) all'artista Giada Cecco di Torre Annunziata, offerto dall'Associazione Culturale Arte e Saperi di San Giorgio del Sannio (Presidente Rita Pacilio), e un Premio Speciale per l'Accademia Aeronautica Militare di Pozzuoli.

Al termine della cerimonia attestati di merito per alcuni autori del territorio.

E' un premio alla poesia ed agli autori che accogliamo nella nostra cittadina con grande piacere per un evento molto atteso – dice il sindaco Lello Abete – perché è ormai consolidato e noto in ambito nazionale”.

Giuseppe Piscopo - direttore

12 Dicembre

Comunità del Parco, il sindaco vice presidente

Sant’Anastasia – Lello Abete, sindaco di Sant'Anastasia è il nuovo vice presidente della Comunità del Parco Nazionale del Vesuvio. E' stato eletto dopo la composizione del nuovo Direttivo, nel quale sono entrati come consiglieri Balzano e Capasso (che si è dimesso da Presidente).

E' una carica importante in seno alla Comunità per l'apporto costruttivo che potrà dare e per contribuire a valorizzare i territori dei 13 comuni che ne fanno parte insieme a Sant'Anastasia.

Il Parco Nazionale del Vesuvio è stato istituito con il Decreto del Presidente della Repubblica del 5 giugno 1995, principalmente per conservare i valori del territorio, dell'ambiente e l'integrazione con l'uomo; salvaguardare le specie animali, vegetali e le singolarità geologiche; promuovere attività di educazione ambientale, di formazione e di ricerca scientifica.

Il Parco, che include e si sviluppa attorno al Vesuvio, recintato parzialmente dal monte Somma, è noto per la notevole presenza di specie floristiche e faunistiche, per i sentieri dei comuni tra cui quello dell'Olivella, che si inerpica tra le campagne di Sant'Anastasia e conduce alle omonime sorgenti a quota 382 m s.l.m.; è noto, ma non ancora come dovrebbe, per i prodotti tipici e le eccellenze come le albicocche del Vesuvio e i “pomodori del piennolo” che ultimamente sono all'attenzione di cooperative che riescono ad esportare i prodotti del Parco Nazionale del Vesuvio.

Sono orgoglioso del fatto che i colleghi sindaci degli altri comuni – dice il sindaco Lello Abete – hanno scelto me per questa carica. Dopo l'elezione nell'ATO, che gestirà i rifiuti per una gran parte dei comuni della Città Metropolitana, è arrivato quest'altro riconoscimento. Insieme al Presidente, che sarà nominato prossimamente, collaborerò per migliorare questo nostro patrimonio, qual'è in Parco, nella veste e nelle funzioni di vice presidente di tutti i 13 comuni, cercando di guardare sempre al benessere collettivo”.

Giuseppe Piscopo - direttore

 

30 Novembre

PROTEZIONE CIVILE, TEORIA E PRATICA SUL SELE

Sant’Anastasia – Formazione sul fiume per 120 operatori di protezione civile, di cui 18 del Nucleo Comunale di Sant'Anastasia: teoria e operazioni di soccorso.

I test delle esercitazioni, nell'ambito del percorso formativo iniziato un anno fa dai gruppi comunali di protezione civile di Eboli, Cercola, Sant’Anastasia, Massa di Somma, Pomigliano D’Arco, Somma Vesuviana, Battipaglia, Bellizzi, Contursi terme, Campagna, Olevano sul Tusciano e Laviano, per due giorni hanno avuto luogo nell'area antistante il Palasele di Bacoli e presso il fiume Sele.

La colonna mobile con 14 mezzi è arrivata all'alba nell’area antistante il Palasele ed i volontari della P.C. hanno rapidamente allestito con strutture modulari il campo base, la sala radio, l'area comunicazione, la segreteria amministrativa, il magazzino e le cucine, la tenda dell'aula didattica per il corso teorico, cui sono seguiti dalle ore 14:00 alle 17:30 i test pratici presso il fiume Sele, scelto perché rispondeva in maniera realistica alla simulazione di un ambiente alluvionale e del connesso rischio idrogeologico.

Le esercitazioni sono state un banco di prova per un lavoro a squadre di intervento, che erano miste e formate da volontari appartenenti a gruppi diversi, con attività di movimento in sicurezza in acqua ed addestramento in caso di esondazioni.

Attrezzate con idrovore e motopompa le squadre hanno simulato interventi per ripristinare lo stato dei luoghi ormai allagati, con le squadre munite di motosega addette ai tronchi trasportati dall'acqua ed agli alberi abbattuti dal vento o dalle forti precipitazioni, mentre altre squadre in acqua sono state addette al trasporto di persone (anziani, bambini, disabili) evacuate dalla loro abitazione completamente allagata dopo un'onda di piena, il tutto in costante comunicazione radio con la postazione di coordinamento e comando.

Nel pieno svolgersi delle attività alcuni amministratori di Eboli e Battipaglia, l'assessore Fernando De Simone di Sant'Anastasia e la dott.ssa Claudia Campobasso, responsabile della protezione civile regionale, hanno fatto visita al campo costatando l'efficacia e l'efficienza delle attività.

Per organizzazione dei soccorsi, si intende il sistema complesso di gestione dell’intervento che inizia con la ricezione della richiesta di aiuto e termina con la risoluzione del problema. In questa sequenza temporale degli eventi riveste enorme importanza la gestione di un’accurata analisi del rischio ed un coordinamento efficiente di risorse di uomini e mezzi capaci di intervenire in maniera efficiente e sicura. Appare ovvio che una parte preponderante per il dispiegamento di un’adeguata organizzazione dei soccorsi, nei casi di alluvione che abbiamo simulato, non può prescindere da una corretta conoscenza dei pericoli dell’ambiente in cui si opera. Occorre precisare che nella variabilità della tipologia dello scenario alluvionale, sia in ambiente urbano o extra-urbano, la dinamicità, il livello, la velocità e la temperatura dell’acqua presente, nonché le condizioni climatiche comportano spesso una valutazione del rischio estremamente soggettiva e legata al momento storico in cui viene fatta. L'errore possibile – spiega il formatore Ciro Gifuni, responsabile delle attività di addestramento ed operative - per un soccorritore in un ambito urbano ed in tali scenari può essere quello di essere indotto a dare per scontato di muoversi in un ambiente conosciuto. Di qui l'esigenza di formazione sul campo, con approfondimento della parte teorica a cui fanno seguito le esercitazioni.

Rispetto ad ambienti operativi “usuali” per la quotidianità degli interventi, gli ambienti alluvionali sono completamente dinamici e pertanto l’adozione di adeguati D.P.I. (dispositivi individuali di protezione) risulta fondamentale, con l’obiettivo ed il raggiungimento del più alto livello di sicurezza conseguibile per il soccorritore. Questa esperienza formativa ed operativa, oltre a mettere in evidenza gli elementi sopra esposti, ha voluto focalizzare l’attenzione proprio su un aspetto molto importante come quello della sicurezza dell’operatore, che rappresenta la costante di tutto il processo educativo e formativo attuato, con una reale applicazione nei diversi scenari previsti nelle esercitazioni. I risultati dei test eseguiti sul campo hanno dimostrato senza alcun dubbio l’incremento delle competenze di ciascun operatore, sia quelle legate alla sicurezza del singolo, sia quelle procedurali di intervento in precisi scenari incidentali come quelli alluvionali, che purtroppo risultano essere sempre più frequenti negli ultimi anni”.

Giuseppe Piscopo - direttore

03 Dicembre

CHIESE ILLUMINATE PER IL SANTO PATRONO

Sant’Anastasia – La festa del Santo Patrono di Sant'Anastasia, attesa per il valore religioso e civile, vissuta con fede e partecipazione popolare, è stata preceduta domenica 2 dicembre dalle S. Messe delle ore 10:00 e delle 12:00, nonché dalla tradizionale processione in programma per le ore 16:30 alla cui conclusione è seguita la Santa Messa.

Il 3 dicembre, festa patronale, è stato in paese il Vescovo della diocesi di Nola, Francesco Marino, che ha presieduto la Messa Solenne delle 18:30.

Con il patrocinio ed il contributo dell'Amministrazione, richiesto dal parroco don Francesco D'Ascoli, per la spesa di addobbo e della banda musicale che il giorno 2 dicembre ha accompagnato in processione la statua del Santo Patrono, nonché con la Messa Solenne il paese ha ricordato il Santo Saverio che da due secoli unisce la comunità spronandola a vivere anche secondo il suo esempio di gesuita missionario ed il suo stile da tenere come punto di riferimento per la propria vita personale e sociale.

Un momento fondamentale di esternazione della Fede dei credenti e tipico della festa è stata la processione del Simulacro del Patrono per le strade cittadine, che si è tenuta domenica 2 dicembre alle ore 16:30 ed ha percorso: via S. F. Saverio, piazza Trivio, via S.M. La Nova, corso U. I°, via D'Auria, via Marconi, via M. De Rosa e via Roma sede della parrocchia Collegiata S.M. La Nova.

La ricorrenza coinvolge il paese e le parrocchie del territorio, con le rispettive comunità unite in una sola festa in onore del Patrono e tutti gli anastasiani hanno avuto come particolare punto di riferimento S. M. La Nova, quale chiesa madre dell'intero territorio.

“E' la nostra festa, di tutti gli anastasiani, che partecipano sempre comunitariamente sia ai riti religiosi che alla processione – dice il sindaco Lello Abete - in cui siamo presenti come amministrazione per far sentire la vicinanza delle istituzioni, specialmente in occasione di un giorno così atteso come quello del Santo Patrono cittadino”.

Il direttore - Giuseppe Piscopo

18 Dicembre

Napolitudine, comunicare la bellezza in fotografia

LIBRO FOTOGRAFIA DI TEMPO, LUOGHI E VOLTI

Sant’Anastasia – Un fotografo d'altri tempi potrebbe essere considerato Ciro Colombrino, autore del libro Napolitudine, che, patrocinato dall'Ente, verrà presentato alle ore 18:30 di domani 19 dicembre, nella biblioteca comunale Giancarlo Siani, semplicemente per il fatto di essere un accanito difensore e sostenitore del Sud Italia.

Un Sud che orgogliosamente cerca di portare all'attenzione dei suoi lettori sulla pagina Facebook Sant'AnastasiaOggi o mediante il mensile JeSo'Sud, senza affatto rinunciare alla sua vena satirica/critica che lo fa apprezzare o tenere a distanza, amare o odiare.

Un passato di P.M., un grave incidente, marito e padre, difensore degli animali, presente sul territorio con tecnologie avanzate costruite da autodidatta, una passione mai sopita, la fotografia.

Ho migliaia e migliaia di fotografie, antichissime e recenti, che raccontano il mio passato e il passato di Sant'Anastasia, i culti, la cultura, i luoghi, amministratori e amministrati degli anni '70, i costumi, i cibi, i mestieri e i volti di tanti che oggi non sono più. Scrivere un libro – dice Ciro Colombrino – affidando alle fotografie le parole è un'esperienza che avevo già fatto anni fa, ma era un mio desiderio e non solo mio, anche di altri amici, proporre qualcosa di nuovo, visto anche alla luce di una maggiore disposizione dei giovani e meno giovani ad interessarsi al nostro passato e perché no, all'arte fotografica. Oggi è forse arrivato il tempo giusto e Napolitudine può dare molte risposte a tante domande, valorizzando anche la comunicazione e la bellezza insita in una buona foto”.

Il Direttore - Giuseppe Piscopo

18 Dicembre

NON C'E' NATALE SENZA CANTATA DEI PASTORI

L'ARTISTA MERONE AL METROPOLITAN

Sant’Anastasia – La “Cantata dei pastori pastori” in programma il 20 e 21 dicembre al Metropolitan è uno degli appuntamenti natalizi tra i più attesi da chi ama il teatro, l'arte e la professionalità di Antonio Merone, noto per la sua comicità e bravura ampiamente riconosciuta come un “degno figlio di Totò” da Liliana De Curtis e dalla Fondazione Nino Taranto.

Siamo (domenica scorsa) con Antonio Merone e gentilmente ci rilascia un’intervista.

Ovviamente la prima domanda è sull’ultima sua creatura, la “Cantata dei pastori pastori”, la direzione dei 50 artisti, per la regia di Antonino Laudicina, e il suo modo di interpretarla.

Abbiamo avuto notevoli richieste di riproporla, dopo la prima del 2016, e quest’anno la mettiamo in scena, grazie anche al patrocinio del Comune di Sant’Anastasia, il 20 e il 21 dicembre alle 20:30 al Metropolitan, con la regia di Antonino Laudicina. Sia con 50 artisti, sia con il coro Aedi del Borgo di Somma Vesuviana, con le coreografie del corpo di ballo della maestra Emiliana Esposito e l'orchestra diretta dal maestro Giovanni Sepe, gli attori della mia Compagnia stabile del teatro Metropolitan daranno uno spettacolo magico ricco di emozioni. Dopo autori diversi, De Filippo e Taranto, ho voluto riproporre la Cantata, un pallino che portavo in me da oltre 15 anni. Siccome è uno spettacolo diverso da tutti gli autori che ho messo in scena fino ad oggi, allora bisogna arrivarci ad una certa maturazione artistica. C'è tanta differenza con tutti gli spettacoli che ho fatto prima di interpretare questo.

Una nota di merito ai costumisti e scenografi, c’è tanta cura per la scenografia e per i costumi.

Sì, ho sempre pensato che il 70% di uno spettacolo lo fa sia la scenografia che adesso è curata da Franco Piccolo e disegnata da Mario Farina, sia i costumi che sono di Rosaria Riccio, poi se l’attore bravo si arriva al 100% della riuscita dello spettacolo.

Il 30% riservato all'attore sembra un po’ riduttivo, visto che nella tua carriera hai tenuto a battesimo tanti attori.

In questo mestiere, almeno come la penso io, passano gli anni, passa il tempo ma ho sempre la stessa emozione come un giorno di 32 anni fa, quando per la prima volta ho messo il piede sul palcoscenico e, quindi, penso che in quest'arte non ci si deve mai sentire arrivati o credere di essere qualcuno, ma la prima cosa, la cosa più importante è l’umiltà. Se sei umile pian piano le porte si apriranno.

Un tuo grande successo è “Caviale e lenticchie”, che non è una commedia facile da mettere in scena.

Questo è un altro testo molto difficile e molto diverso da tutti i testi che abbiamo rappresentato fino ad oggi. Era aprile scorso, quando il professor Francesco De Blasio, nipote di Nino Taranto, venne a vedere un nostro spettacolo. In quella occasione mettevamo scena “don Pasqua' fa acqua a' pippa” e lui pubblicamente mi chiese di poter rappresentare “Caviale e lenticchie”, l’adattamento che all’epoca fece Nino Taranto e da lì è partita questa collaborazione con la Fondazione Nino Taranto. Mi hanno dato il copione originale e da quel copione ho messo in scena due serate al Metropolitan di buon successo e sono rimasti tutti entusiasti, tanto è vero che per l’anno nuovo lo riprenderemo e faremo un giretto, con alcune date in teatri della provincia di Napoli e contiamo di debuttare in un teatro napoletano“.

Il teatro è il tuo lavoro, una fucina di un’arte che non è sempre compresa, ma che ha alle spalle un impegno enorme e una professionalità tale da trasmettere cultura oltre che far sorridere la gente.

Allora, diceva Peppino de Filippo “è molto più semplice far piangere che far ridere” e quindi per far ridere l'artista deve studiare, deve capire bene il tono della battuta, in che modo va detta in quel momento preciso, soprattutto quando si fanno spettacoli di varietà a contatto con il pubblico bisogna capire chi hai davanti. Da oltre 25 anni porto in giro uno spettacolo sul repertorio, macchiette, sketch tra il pubblico e quindi spesso nascono tante battute a soggetto e lo spettacolo è diverso ogni sera e in ogni posto“.

Perché la gente di altri paesi dovrebbe venire a vedere Antonio Merone in questo paese della provincia di Napoli?

Prima di tutto non è che la gente deve venire a vedere Antonio Merone; prima di tutto la gente deve seguire il teatro, perché gli artisti hanno bisogno di pubblico, di essere seguiti; poi vanno a vedere uno o un altro va bene lo stesso, l’importante è che si va a teatro e soprattutto devono andarci le nuove generazioni, i ragazzi, i bambini, li devono portare a teatro, perché è un periodo che non stanno bene tutti impegnati con questi social, sono troppo distratti e non si occupano delle importanti, ma perdono tempo su altre cose tipo i giochi sui telefonini; devono venire a vedere questo ultimo spettacolo, diverso dagli altri e rimarranno sicuramente contenti, quello che si paga è una sciocchezza.

Sei comunque anche tu un attore social. Sei presente su Facebook dove pubblicizzi spettacoli e si leggono delle frasi che sembrano buttate lì ma danno un sorriso.

Per quanto riguarda la mia attività sui social, sì! purtroppo a 45 anni mi sono dovuto adattare, ormai si fa tutto con il telefonino in mano, se si va in bagno si va con il telefonino in mano, si mangia a tavola con Google ed è sbagliato. Faccio un appello a tutti questi ragazzi che usano i social, li dovete usare, ma li dovete usare in modo graduale e soprattutto in maniera che vi possa servire non a scrivere cose banali o offensive. Può piacere a qualcuno quello che si scrive, come non può piacere. Basta non uscire, diciamo così, fuori dal seminato, c'è bisogno di farne un uso intelligente e corretto.

Utilizzo i social, soprattutto perché la pubblicità è l’anima, come si dice, del commercio e, siccome sono un attore, mi piace anche fare le cose che si facevano una volta e giro tutt’ora con l’ape e il megafono, ma mi sono dovuto adattare con Facebook e Instagram per i più giovani che sono sui social e per far arrivare anche a loro e far conoscere la mia arte. Un mio slogan potrebbe essere:”Nun c'è Natale senza Cantata, nun c'è Cantata senza pasture, nun c'è Razzullo senza Sarchiapone, veniteve a vede' 'a Cantata 'e 'Ntonio Merone”.

Il Direttore - Giuseppe Piscopo

11 Dicembre

App per tutti dalla IOS Developer Academy

Accessibilità ed inclusione nel mondo dello sviluppo di App per dispositivi mobili

Lo scorso giovedì 6 Dicembre, presso la IOS Developer Academy, la Commissione Ausili e Nuove Tecnologie della sezione Uici di Napoli, ha incontrato circa 250 allievi della suddetta Accademia.
La IOS Developer Academy è un fiore all’occhiello che Napoli vanta e che ogni anno accoglie centinaia di giovanissimi ingegneri, i quali, concentrano gli studi sul tema dell’accessibilità per i disabili sensoriali realizzando App che puntano ad un grande obiettivo: l’autonomia.