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01 Giugno

Le Gen Verde incantano il pubblico del Metropolitan In evidenza

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Il gruppo di sole donne che fa il giro del mondo trasmettendo messaggi di amore e fratellanza sale sul palco del Metropolitan di Sant’Anastasia per un serata all’insegna della bellezza della musica e dell’anima.

Un messaggio di pace e unione, quello delle Gen Verde, che chi ha assistito al concerto dal vivo, tenutosi martedì sera al Metropolitan di Sant’Anastasia, ha potuto sentire in tutta la sua forza. Hanno incantato il pubblico queste voci dalle provenienze più disparate, dall’unione intensa. Per un’ora e mezza, nove voci hanno trasformato la sala in un unico coro entusiasta, senza distinzione di età.

Non c’è stata bandiera politica e l’orgoglio è stato tangibile per i presenti in sala, tra cui il sindaco Lello Abete, l’assessore alle P.S. Palmarosa Beneduce, l’assessore al bilancio Mariano Caserta, il consigliere Raffaele Coccia (PD); insieme a loro, le Suore domenicane dell’Istituto Santa Caterina da Siena e una moltitudine di bambini a cantare senza perdere una sola nota, coinvolti da una sensazione di pura e semplice felicità, che può sembrare concetto banale ma è ciò che traspariva in chi cantava e chi era in ascolto.

Le Gen Verde Performing Arts Group, espressione artistica del “Movimento dei Focolari”, gruppo di sole donne che si arricchisce di volta in volta di nuovi elementi, si sono esibite in pezzi dalle sonorità prevalentemente latine, echi di vocalità che riportavano alla splendida Celia Cruz o a quella meraviglia di Gloria Estefan.

L’Unità nella diversità, la bandiera di questo gruppo, del quale sono una parte (in tutto ventidue) le nove interpreti salite sul palco, accomunate da un’affinità tangibile che appariva ad un solo cenno tra loro, una grande intesa, un’intensità commovente, come i racconti dei loro testi che toccano le corde dell’animo umano parlando della solitudine di chi vive il disagio o raccontando, in una dolce e commovente ninna nanna, il dramma degli immigrati. Questo dolore, emerge nella sua brutalità, testimoniato dal corpicino di una piccola vittima senza nome, emblema di una delle tante barbarie della vita.

Testi, racconto di esperienza. Ognuna di queste splendide donne, infatti, ha racchiuso nei brani originali e scritti tutte insieme, la propria vita, le consapevolezze raggiunte a fatica, il buio che attanaglia, e, soprattutto, il perdono come “raggio di luce” - come dice uno dei loro brani.

Così Alessandra Pasquali dall’Italia, Adriana García dal Messico, Adriana Martins, Mileni Pastore e Jamaica Lyra dal Brasile, Bea An e Colomba Bae dalla Corea, Nancy Uelmen dall’America, Raiveth Banfield da Panama, Sally McAllister dall’Irlanda del nord, Xochitl Rodríguez da El Salvador, lontane dalle famiglie, strette intorno ad un pubblico partecipe ed entusiasta, hanno, come confermato da loro stesse, ritrovato un po’ di calore familiare, trasmettendo il bene in musica e ricevendone altrettanto da un pubblico che non vede l’ora di riabbracciarle.

«Chiara Lubich, donna profetica e di grande umanità, intuì che l’arte e lo spettacolo potevano essere la modalità per raccontare il Vangelo – dice l’assessore Palmarosa Beneduce - e il Gen Verde ne è la piena espressione. Musica e fede insieme per evangelizzare i giovani. Diffondere l’attualità della vita evangelica è oggi la vera rivoluzione. Una rivoluzione che nasce dal dialogo, dalla condivisione, dal mettersi in relazione dando più importanza all’altro che a sé. Insomma il talento che viene donato al prossimo»

Stefania Castella

Letto 919 volte Ultima modifica il Giovedì, 01 Giugno 2017 15:36
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